Big animal hunting - La caccia al grande animale


 

Spesso un ricercatore si fa un’idea di qualcosa che vorrebbe dimostrare e ci lavora tutta una vita, a volte introducendo un errore, chiamato bias, errore di metodo, dovuto all’innamorarsi della propria ricerca. Questo libro nasce invece da un’esigenza diversa; non doveva essere scritto, perché il motore di tutto è solo la necessità, in quasi trent’anni di pratica clinica, di risolvere i problemi pratici di pazienti con sindrome posturale, cefalea tensiva e malformazioni facciali. Questo sforzo continuo ha portato a creare dei protocolli clinici oggettivi e ripetibili per i pazienti affetti da questa sindrome. Essi si riassumono nella necessità per tutti, di “avanzare”, anche solo temporaneamente, la mandibola (mascella inferiore) di 1-2 millimetri, al fine di ridurre la pressione sulla muscolatura retro- faringea e cervicale, che entra in tensione e inverte la curvatura fisiologica cervicale e poi, a cascata, dorsale e lombo-sacrale. Il tutto è dovuto a un fatto evolutivo. Nell’arco di 15 milioni di anni, il mascellare (mascella superiore) e la mandibola si sono appiattiti progressivamente al fine di consentire all’Homo sapiens una postura eretta sempre più verticale e duratura; purtroppo la mandibola, fatta di osso compatto più del mascellare, ha resistito maggiormente all’accorciamento, creando uno squilibrio di lunghezza con il suo omologo superiore; essendo rimasta leggermente più lunga, determina una spinta costante e dolorosa sulla colonna cervicale, la cosiddetta “maledizione della postura eretta”, che quasi tutti gli adulti di Homo Sapiens pagano come tributo alla conquista della stazione eretta. Festa ha dimostrato con tutta una serie di ricerche cliniche gruppo-controllo, sull’efficacia differenziale di diverse terapie di avanzamento mandibolare, la bontà dell’assunto, del resto confermata dalla numerosità dei pazienti trattati con successo presso il Reparto di Ortognatodonzia e Gnatologia, da lui diretto presso l’Università “G. d’Annunzio”di Chieti-Pescara. Vista l’efficacia della cura, il ricercatore si è chiesto il perché di questo accorciamento differenziale. Le prime risposte a questo “perché”, non potevano che essere genetiche. Forse risalendo alle origini del nostro antenato più vicino, lo scimpanzé, si sarebbe potuto comprendere il motivo evolutivo di questa maledizione. Il resto…l’autore lo lascia alla vostra curiosità. Questo comunque probabilmente è solo un primo passo verso un collegamento che ci si augura sempre più stretto fra primatologia e medicina.

 

"Sintetizzare il pensiero di Damasio sulle basi della genetica, dell’antropologia, dell’evoluzione e della terapia del dolore da disordine posturale di malati, a lungo ritenuti incurabili, e ritrovando nelle azioni dei nostri predecessori quei comportamenti innati che Spinoza aveva intuito, ma che sono stati a lungo il “primum movens” di ogni azione umana, questo è il fine di un viaggio profondo all’interno dell’animo umano che sorprenderà per la sua attualità nella storicità. Perché la mente è l’idea del corpo? Quali sono le basi biologiche profonde dei nostri comportamenti? Sono in gran parte innati perché i nostri predecessori, le scimmie antropomorfe prima e gli ominidi poi hanno compiuto gli stessi gesti e gli stessi atti per 15.000.000 di anni? Quali sono le basi biologiche del feeling brain? Attingendo ai risultati più recenti della genetica dell’evoluzione, dell’antropologia, della fisica medica, delle neuroscienze cognitive, della gnatologia e della posturologia, in parte conseguiti dal suo stesso gruppo di ricerca e dai Dipartimenti collegati dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara – Festa propone una critica biologica e comportamentale alle risposte di Damasio. Dove nascono i sentimenti? A che servono? Cosa sono? In questa analisi l’esperienza clinica di Festa si pone in parallelo a quella di Damasio a un livello più basso; si tratta non di pazienti che hanno avuto sezioni a vario livello della via trineuronica centrale, ma che soffrono per un’incongruenza adattativa del loro patrimonio genetico, proveniente da diversi gruppi di ominidi, con la postura eretta che nel linguaggio di Festa rappresenta il protosè di Damasio. Una grande lotta, una battaglia con grande spargimento di risorse genetiche si sta combattendo da 15 milioni di anni. La lotta per il raggiungimento della postura eretta ha scritto in sé, nella storia del nostro codice genetico, lo sforzo incessante dell’uomo di raggiungere un livello sempre più profondo di autocoscienza, quell’ omeostasi a livello superiore, che non è solo una situazione precaria di equilibrio fra la vita e la morte, ma un benessere superiore a cui l’uomo tende. Questo libro porta su un nuovo terreno il dibattito mente-corpo, ragione-sentimento, facendoci scoprire come la maggior parte delle nostre azioni e dei nostri sentimenti non siano altro che un “dejavù”. L’autore si prefigge di farci “pensare” al perché delle nostre azioni passate in funzione delle future, non per correggerle, ma forse per “incanalarle” in quel flusso di comportamenti che governa l’agire dell’uomo e dei suoi antenati da milioni di anni.