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Anche lui, scienziato animato da talento e passione artistici, aveva intuito l’importanza dell’evoluzione, della genetica nello studio dei corpi e dei volti. E utilizzava la matematica e le misurazioni per esprimere il proprio talento...


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L’Antropologia del genoma studia il Viso dell’Homo Sapiens da milioni di anni e le impronte dei muscoli facciali sul cranio e sulla pelle
Lo studio dei muscoli del viso viene effettuato sulla velocità di accorciamento dei mascellari negli ultimi 4000 anni per verificare la compatibilità delle misure prese presumibilmente da Leonardo con l’Homo Sapiens contemporaneo.

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Maxillary and mandibular bases size in ancient skulls and modern humans from Opi, Abruzzi, Italy Festa F, Stuppia R, Anastasi R, Tecco S, Capasso L. Accepted for publication in World Journal of Orthodontics, 2008


5000000 milioni di anni fa nasce la coscienza come percezione del proprio corpo nello spazio, 500 anni fa Leonardo studia un metodo ripetibile per riprodurre la coscienza,cioè il proprio corpo nello spazio,riproducendolo fedelmente attraverso misure antropometriche.
Ecco..questa intuizione che abbiamo dimostrato scientificamente con software sofisticati e strumenti tecnologici all’avanguardia, trova conferma anche negli studi anatomici che tanto hanno occupato e appassionato il Genio.
Anche lui, scienziato animato da talento e passione artistici, aveva intuito l’importanza dell’evoluzione, della genetica nello studio dei corpi e dei volti. E utilizzava la matematica e le misurazioni per esprimere il proprio talento. E lo abbiamo notato proprio mentre cercavamo di scoprire le identità e le similitudini possibili tra i volti conosciuti attribuiti a Leonardo e che lo ritraessero che si considerassero autoritratti o no.
I risultati dell’analisi antropologica della visione pittorica di Leonardo da Vinci sono scaturiti dalla somiglianza impressionante dei risultati delle ricerche sull’evoluzione del genoma dell’Homo Sapiens con gli studi di Figure Umane e con gli straordinari risultati pittorici di Leonardo stesso.

 

Leonardo studia con insistenza, attraverso ripetute dissezioni anatomiche, probabilmente eseguite proprio dove ci troviamo adesso, il muscolo chiave dell’evoluzione dell’Homo Sapiens: lo Sternocleidomastoideo, il muscolo che consentì al Capobranco di controllare il Gruppo di Attacco per cinque milioni di anni

 


STUDIO:

STUDIO FISICO-NUCLEARE E OTTICO-DIAGNOSTICO SULLA TAVOLA RAFFIGURANTE IL VOLTO DI LEONARDO PROF. F. Terrasi Professor of Physics Applied to Environmental and Cultural Heritage CIRCECIRCE (Center for Isotopic Research on Cultural and Environmental heritage) at the Environmental Sciences Department of the Second University of Naples, Dept. of Environmental Sciences and INNOVA-CASERTA.
Allegato alla lettera di intenti relativa ad analisi da eseguire sulla pala su legno rappresentante presumibilmente Leonardo da Vinci, recante la scritta sul retro “pinxit mea”, di recente rinvenuta in Lucania ed in corso di attribuzione Sono state effettuate analisi scientifiche preliminari tendenti a fornire informazioni sulla datazione e la provenienza del dipinto. Le prime indagini sono state effettuate presso il Laboratorio CIRCE (Center for Isotopic Research on Cultural and Environmental heritage) di Caserta ed i laboratori dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cura di ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli e del laboratorio di Scienze e tecniche applicate ai beni culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa. Entrambi i gruppi fanno capo al Centro Regionale di Competenza per lo Sviluppo ed il Trasferimento dell’Innovazione applicata ai Beni Culturali e Ambientali (INNOVA). Sono state finora effettuate analisi XRF (X-ray Fluorescence) su vari punti dello strato pittorico e datazioni con il metodo del Radiocarbonio con Spettrometria di Massa con Acceleratore su micro-frammenti di legno prelevati dal retro della tavola. I risultati preliminari sono di estremo interesse scientifico. In particolare, la misura ultrasensibile del rapporto isotopico 14C/12C è stata effettuata su tre frammenti appartenenti alle tavole centrali ed alla tavola periferica del dipinto. Ciascuno dei frammenti è stato sottoposto ad attacchi chimici per eliminare il carbonio dello strato protettivo e, per un’aliquota di ciascuno di essi, è stata estratta la cellulosa. I sei campioni risultanti hanno evidenziato età radiocarboniche coincidenti tra esse entro le incertezze sperimentali, ed è stata valutata la probabilità che l’età del reperto sia contenuta nella seconda metà del XV secolo. Il risultato incoraggia una indagine pluritematica sistematica sul dipinto mediante un ampio spettro di metodologie analitiche che è stata affidata al CRdC INNOVA.

METODO:

Sono state valutate le proporzioni della raffigurazione del Melzi. E’ stato scelto come riferimento per stabilire le proporzioni del dipinto la dimensione verticali dell’orbita (misurata dal margine superiore del sopracciglio al margine più basso della palpebra inferiore. L’analisi è stata effettuata con due differenti software (Nemotec Dental Studio 3.0 e Dolphin Imaging 11 Ceph Tracing).
Nel dipinto di Melzi esiste un apporto proporzionale tra naso ed orbita pari a 1,73. In termini pratici ciò significa che moltiplicando la dimensione dell’orbita per 1, 73 otterremo la reale altezza del naso nella raffigurazione.
Prendendo come unità di misura le dimensioni verticali dell’orbità misurata dal margine superiore del sopracciglio al bordo inferiore della palpebra inferiore,IIl naso ha una dimensione verticale di 1.73 maggiore rispetto alla dimensione verticale dell’orbita.
Nell’autoritratto ritrovato in Lucania Leonardo Da Vinci è raffigurato in una vista a ¾. Ciò ha comportato l’utilizzo della prospettiva accidentale l’impiego di tale tecnica prospettica ha determinato che i due occhi siano in questa raffigurazione presentino una diversa dimensione verticale In particolare l’occhio destro risulta più grande. Al fine di compensare questo aspetto, è stata presa in considerazione come riferimento unitario una media tra le dimensioni verticale dei due occhi.
Al fine di compensare questo aspetto, è stata presa in considerazione come riferimento unitario una media tra le dimensioni verticale dei due occhi . Tale riferimento unitario se comparato alla dimensione verticale del naso presenta la stessa proporzione che è presente del dipinto di Melzi.

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In tutti i dipinti è stata valutata la proporzione tra dimensione verticale dell'orbita e terzo medio, e tra dimensione verticale dell'orbita e distanza glabella-commessura labiale

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Nelle raffigurazioni a ¾ per compensare l'effetto di distorsione legato alla prospettiva accidentale, è stato scelto di prendere in considerazione come riferimento unitario, il valore medio tra le dimensioni verticale dei due occhi. Nelle stesse raffigurazioni a ¾ è stata valutata inoltre la proporzione tra terzo medio e larghezza del volto a livello zigomatico

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